lunedì 12 febbraio 2007

PUNTUALMENTE IN RITARDO

Il caldo si faceva sempre più torrido e l’aria era diventata irrespirabile, osservavo i bassi edifici che mi circondavano, erano tutti privi di ombre, sparite al disotto di loro per non essere consumate dal sole.
La mia attenzione venne attirata dal movimento di alcune figure sedute ai tavolini del bar … finalmente qualcuno si alzava per andare ad oziare altrove, mi avviai lentamente a prenderne il posto e quando finalmente misi il culo comodo tutto cambiò.
Da questo momento la mia attesa aveva un sapore diverso, allungai le gambe e scivolai in posizione comoda e riposante.
Il mare sempre più piatto ed azzurro sfumava in lontananza in una nebbia che si univa al cielo facendo sparire la linea dell’orizzonte mentre i gabbiani volteggiavano pigri in attesa di chissà cosa, giunse al mio fianco un ragazzetto in jeans e maglietta arancione che chinandosi mi chiese se volevo bere qualcosa :
“dammi una birra … analcolica” gli dissi “ la più fredda che hai” annuì e dopo qualche minuto mi trovai sul tavolino una bottiglietta scura ed un bicchiere sporco.
Ignorai il bicchiere e tirai giù un primo sorso dalla bottiglia, osservavo la strada sia a destra che a sinistra ma della persona che aspettavo neanche l’ombra (già neanche l’ombra) !!
Una figura vestita di una classica veste bianca attraversò il mio sguardo ed i miei pensieri e si sedette alla sedia vicino la mia.
“salam a leicum” mi disse, l’osservai con più attenzione, era il mio amico Omar Kerbeche fruttivendolo, intrallazzatore e fratello del più grande trafficante del mercato nero locale.
“Ciao Omar” gli risposi ritornando con la mente alle mie divagazioni.

1 commento:

Paolo ha detto...

Mi piace,
vorrei che continuasse...

Complimenti