lunedì 21 maggio 2007

PUNTUALMENTE IN RITARDO

Il silenzio che mi circondava venne rotto dal passaggio di una Peugeot 404 bianca che cantava in diesel, piena zeppa di figure umane oltre l’inverosimile.
Al suo passaggio una grande nube di polvere riempì l’aria … e restò lì … sospesa nel tempo e nello spazio … per tantissimo tempo.
L’incantesimo era rotto ed Omar mescolando francese ed arabo inviò al conducente tante maledizioni da offuscare per quantità e perfidia le piaghe bibliche piovute sull’Egitto.
Poi mi guardò, quasi a volersi scusare per l’accaduto, e sul suo viso abbronzato apparve un sorriso furbesco mentre gli occhi si ridussero in sottili fessure triangolari.
Pensandoci bene era passato un anno dal mio arrivo casuale in Algeria.
Mi ero imbarcato su una “carretta” del mare di bandiera russa e di provenienza Cubana che il destino mi fece incontrare nel porto di Livorno.
Non chiesi neanche quale sarebbe stata la sua successiva destinazione, a me interessava lasciare alle spalle guai e sentimenti, il nuovo approdo sicuramente mi avrebbe aperto nuove strade e nuove facce da ignorare.
Il comandante Ivan Baskìlievic, giovane ed efficiente uomo di mare, mi fece accompagnare nella mia piccola e puzzosa cabina non prima di aver incassato il prezzo del viaggio ed aver visionato i miei documenti.
Osservai con estrema attenzione il buco che conteneva una cuccetta, un paio di armadietti metallici, un tavolino fissato al pavimento e neanche una sedia esposta in fotografia. Le pareti ed il soffitto erano di colore verde chiarissimo, lucide, quasi plastificate; il pavimento mostrava ancora alcuni brandelli incollati di pavimento vinilico giallo ma la maggior parte, oramai, metteva in mostra le assi di legno maltrattato.
Dal piccolo oblò aperto entrava l’odore ed il gusto del sale marino che mescolandosi con il sapore di stantio presente nell’aria invogliavano anche i topi ad uscire ed a sbarcare senza indugi … ma io non ero un ratto, ed il vomito che aveva riempito i miei anni precedenti mi suggeriva di mantenere quella scomoda condizione ed andare avanti.

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